Sirn2019 - Centro Giusti - Firenze

CENTRO GIUSTI
Fondatore Dott. Carlo Alberto Arcangeli
Istituto privato di Medicina Fisica e Riabilitazione
Via del Gelsomino n° 60 - 64    50125 Firenze (Italia)
Tel. / Fax + 39 - 055-23.22.529 / 23.22.698

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XIX CONGRESSO NAZIONALE SIRN 2019

“LA RIABILITAZIONE DEL SOGGETTO MIELOLESO IN FASE CRONICA:
OTTIMIZZARE LE RISORSE RESIDUE
O RICERCARNE DI NUOVE?”
Giovanna Lazzeri, Roberto Riccioni , Irene Guidi , Arianna Berti ,
Angela Mandarano , Maria Elena Arcangeli , Loredana Cavalli

BACKGROUND
Il percorso riabilitativo del soggetto mieloleso, superata la fase post-acuta, prevede normalmente il mantenimento delle abilità/performance raggiunte e la prevenzione delle complicanze.

Può un approccio riabilitativo precoce, intenso, continuativo e personalizzato della muscolatura sopra e sotto-lesionale, migliorare la qualità della vita di un soggetto medulloleso?
La Riabilitazione Intensa e Continuativa (R.I.C.) è un metodo di rieducazione funzionale che, attraverso stimoli, quali:
  • stretching,
  • mobilizzazione articolare,
  • esercizi attivi di intensità crescente,
  • elettrostimolazioni, e
  • forti motivazioni psicologiche,
recluta in maniera massimale le risorse fisiologiche del Paziente per indurlo a raggiungere singole prestazioni motorie progressivamente più efficaci, per poi trasformarle in movimenti funzionali utili nella vita quotidiana, fino alla deambulazione a pieno carico, ove possibile.Nel breve e medio termine si ottengono:
  • potenziamento muscolare,
  • recupero di equilibrio, coordinazione,
  • controllo delle diverse posture,
 • prevenzione delle complicanze da immobilità (osteoporosi, stipsi, lesioni da decubito, retrazioni muscolo-tendinee, ipotrofia del ventricolo sinistro).
PAZIENTE E METODI
Un uomo di 32 anni affetto da lesione midollare post-traumatica C6 risalente al 2008, dopo alcuni anni di fisioterapia convenzionale, ha intrapreso un percorso di Riabilitazione Intensa e Continuativa (R.I.C.), alternando cicli in struttura e cicli di terapia domiciliare per una durata complessiva di circa 3 anni.
All’ingresso, il paziente presentava ipotono-trofismo muscolare a livello dei muscoli estensori del gomito, addominali, ileopsoas, tibiale anteriore e bicipite femorale, ipertono agli adduttori dell’anca e al cingolo scapolo-omerale, e una importante retrazione dei flessori delle dita delle mani, per cui non era in grado di effettuare autonomamente i trasferimenti letto-carrozzina.


L’andamento clinico del percorso R.I.C. è stato monitorato attraverso la somministrazione periodica di scale di valutazione validate ed una documentazione video dei progressi raggiunti.
RISULTATI
Attualmente il paziente deambula per tratti di media lunghezza con le canadesi e ha ripreso la sua attività lavorativa e le interazioni sociali. La valutazione con le scale funzionali internazionali è riportata in Tabella 1.

CONCLUSIONI

Dall’analisi dei dati raccolti risulta che l’approccio riabilitativo con metodica R.I.C. può consentire il raggiungimento di obiettivi mai presi in considerazione quali l’abbandono dell’ausilio della carrozzina.

BIBLIOGRAFIA

• Mc Donald JW, Beker DJ. Late recovery following spinal cord injury. Case report and review of the literature. Neurosurg Spine, 2002.
• Dobking B, Apple D et al.: Weigth-supported treadmill vs over - ground training for walking after acute incomplete SCI. Neurology 2006.
• Irin C Maier, et al. Contraint-Induced Movement Therapy in the Adult Rat after Inilateral Corticospinal Tract Injury. J Neurosc 2008
• Harness ET. Effect of Intense exercise in chronic spinal cord injury - Spinal Cord 2008; 46, 733-737.
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